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Territorio e ambiente

 Bivacco di emergenza nella Foresta delle Lame per l'accoglienza degli escursionisti 

News ed Eventi

Dal 26.11.2017 al 26.11.2017
 Escursione in Val Graveglia

Valle Sturla

È la Valle dell’acqua e delle malghe, caratterizzata da numerose testimonianze di opere di ingegneria idraulica, favorite dal forte dislivello in cui è possibile osservare una varietà di ambienti tra i più belli della nostra Regione
Valle Sturla
PAESAGGIO E NATURA
Dai mille e più metri di quota del crinale, dove si trovano le ultime malghe della Liguria, la valle scende precipitosamente verso il mare, dapprima tra pascoli e castagneti, poi tra noccioleti, orti e uliveti, offrendo così, in pochi chilometri, uno spaccato ricco di contrasti di ambienti, alcuni con forti elementi di mediterraneità affiancati ad altri tipicamente montani.
Dal passo del Bocco, collegamento della Liguria con l’Emilia, è possibile ammirare i gruppi montuosi dello Zatta, dell’Aiona e del Ramaceto, zone di faggete e di grandi pascoli con le malghe per l’allevamento della tipica razza bruno alpina.
Qui è possibile scoprire una gran varietà di rocce caratterizzate da forme, talvolta insolite, che si manifestano nel paesaggio: tra le più curiose, i resti di antichissime colate laviche o di estese frane sottomarine e la famosa Pietra Borghese, presso Pratomollo, un vistoso monolite di roccia in grado di far impazzire le bussole quando sono nelle vicinanze della sua imponente massa scura.
La ricchezza d’acqua e il forte dislivello della valle sono sfruttati da tempo per la produzione di energia elettrica: tra le interessanti testimonianze dell’ingegneria di settore le numerose condotte, le centraline ormai “storiche” e lo splendido invaso di Giacopiane, incastonato tra prati e boschi, meta di numerosi gitanti.
Caratterizzano gli ambienti la presenza di specie animali rare come il lupo, l'aquila reale e della flora con le fioriture vistose e protette delle orchidee selvatiche, le piccole piante insettivore nascoste nelle numerose zone umide del territorio e le tante specie rare endemiche presenti nel territorio del Parco dell’Aveto.
Fonti: Comune di Borzonasca, Comune di Mezzanego, Parco dell’Aveto, Provincia di Genova Assessorato Turismo

DA VEDERE
Numerose le testimonianze della storia millenaria della vallata: strutture in pietra, portali antichi, chiese e oratori risalenti fin dal XI secolo. Monumento più significativo della zona è l’Abbazia di Sant’Andrea di Borzone, appartata in un luogo scenografico e suggestivo, affiancata da un magnifico cipresso secolare. Di seguito alcune informazioni di dettaglio:
Teste apotropaiche (Borzonasca): antichi volti scolpiti nella pietra che servivano, probabilmente, ad allontanare gli spiriti maligni (dal greco apotròpaios: “che tiene lontano”). Venivano posti sull’uscio, all’esterno o all’interno delle abitazioni o anche a protezione delle fonti. Un esempio di testa apotropaica si può vedere a Borzone, nei pressi della Trattoria Peirano, anche se non più nella sua locazione originaria. Altre se ne possono scoprire lungo i sentieri e i borghi intorno all’Abbazia (Case Bancora, Zolezzi, Gaggi…), così come in alcune altre frazioni del circondario. L’area di Borzonasca è infatti caratterizzata da una particolare concentrazione di queste “teste” che ritroviamo, in misura minore, anche nella vicina Val Fontanabuona, in Val di Vara e in altre località della provincia di La Spezia, nonché in alcune valli alpine (Val Varaita, Val di Chianale, Val Grana, Val di Ussolo, Val Maira).
Sito archeologico Pian dei Costi (Borzonasca): antico insediamento che si sviluppò, secondo gli studi, tra il XV e il XVIII secolo. Le abitazioni sono a pianta rettangolare su un solo piano e costruite con pietra locale di medie e grosse dimensioni. Visibili tracce di focolari nella pavimentazione di acciottolato dei tre edifici scavati. All’interno rivenuti alcuni oggetti in ceramica che hanno permesso la datazione dell’insediamento nella prima metà del settecento.
Chiesa di San Martino di Licciorno (Borzonasca): poco distante dal Volto Megalitico di Borzone, addentrandosi nel bosco, è possibile raggiungere i ruderi della Chiesa, risalente all’XI secolo fu la prima chiesa parrocchiale di Sopralacroce, di origine romanica e ampliata in età barocca, di cui rimangono il campanile e i resti delle mura perimetrali.
Beudo (Borzonasca): nelle vicinanze dell’incrocio tra due sentieri che percorrono la vallata, Borzonasca-Borzone-Vallepiana e Prato Sopralacroce- Chiesa di S. Martino di Licciorno, è possibile osservare un tratto molto suggestivo di “beo” o “beudo”, canali d’irrigazione molto diffusi sul territorio del Comune di Borzonasca fin dal XVIII sec., che rappresentano una vera e propria opera di ingegneria idraulico-agraria, meno nota dei famosi terrazzamenti ma di altrettanto valore. L’acqua, captata dal rio principale, scorre in canali che si sviluppano lungo le curve di livello, sfruttando la minima pendenza. Pare che anche quest’opera derivi dalle azioni di innovazione agricola dei monaci di Borzone. E’ tuttora utilizzato dai contadini locali, sempre seguendo regole e turni precisi, ma purtroppo la diminuzione degli agricoltori e gli alti costi manutenzione, fanno sì che i canali vengano sostituiti a poco a poco da più gestibili tubi interrati.
Vignolo (Mezzanego): il castello medioevale e l'ardito campanile della chiesa di Vignolo, che si raggiunge attraversando un ponte a doppia arcata sul torrente Sturla, danno il benvenuto nel Comune di Mezzanego.
Chiesa di Corerallo (Mezzanego): chiesa seicentesca situata su un colle panoramico.
Castello Rocca (Mezzanego): situato nella frazione di Borgonovo Ligure, in stile ottocentesco, con colonne, archetti e torri merlate, il castello fu dimora nella prima metà del XVI secolo di un famigerato bandito, Vincenzo Zenoglio, detto il Crovo.
Fonti: Comune di Borzonasca, Comune di Mezzanego, Parco dell’Aveto, Provincia di Genova Assessorato Turismo

DA NON PERDERE
Abbazia di Borzone (Borzonasca): complesso religioso in stile gotico-romanico fondato dai monaci di S. Colombano nel 1184 sorge fra i boschi e costituisce uno dei più antichi insediamenti benedettini d'Italia. Dal 1910 è monumento nazionale. Sulla sua datazione esistono pareri contrastanti, alcuni dei quali fanno risalire l’origine della costruzione tra il VII e l’VIII secolo, datando il primo edificio all’epoca di Liutprando, re longobardo, che avrebbe affidato ai monaci di San Colambano di Bobbio la gestione e l’amministrazione della chiesa. In ogni caso l’abbazia è il risultato di più di un millenio di trasformazioni: la maggior parte del complesso corrisponde alla chiesa edificata a metà del Duecento, ma è stata rintracciata nell’area presbiteriale la cella benedettina dell’XI secolo. La tecnica costruttiva dell’abbazia è uno dei principali punti di interesse: i materiali utilizzati sono la pietra e il laterizio, in una combinazione non comune alla tradizione edilizia ligure: il cotto non determina solo il piano di appoggio ma crea un pregevole effetto decorativo. La base del campanile è costituita da un muro di conci bugnati in arenaria di grosse dimensioni che, assieme ai muri perimetrali della chiesa in pietra e mattoni, si possono considerare le parti più antiche dell’insediamento. Diversi furono poi gli interventi successivi, nel settecento, nell’ottocento fino ad arrivare all’ultima trasformazione avvenuta con i restauri degli anni ‘50 e ‘60, con un ripristino parziale dell’antico aspetto medioevale.
Il cipresso dell’Abbazia è Albero Monumentale della Regione Liguria, ultimo di 3 cipressi secolari che crescevano anticamente sul sagrato, ha un’età presunta di 600 anni. Raggiunge un’altezza di 28 metri e ha una circonferenza di 325 cm.
Volto Megalitico di Borzone (Borzonasca): poco distante dall’Abbazia di Borzone, lungo la strada per Zolezzi, si trova una scultura rupestre paleolitica, chiamata Volto di Cristo, che raffigura un volto umano che misura circa 7 metri di altezza e 4 metri di larghezza. Non sono ancora chiare datazione e provenienza degli autori, la sua origine è tuttora sconosciuta: fenomeno naturale oppure prodotto di un’arte preistorica o, come vuole la tradizione popolare, opera dei monaci dell’Abbazia di Borzone. Resta tuttavia la suggestione di un manufatto che sembra vigilare sulla vallata secondaria del Penna e sulle antiche vie di comunicazione che collegavano il Tigullio alla Pianura Padana.
Rifugio di Prato Mollo (Borzonasca): rifugio situato sul Monte Aiona a 1500 m slm, punto di riferimento per escursioni nel Parco dell’Aveto, si affaccia su un pianoro dal quale prende il nome. Qui è possibile pernottare e gustare la cucina locale.
Lago di Giacopiane (Borzonasca): invaso artificiale situato a 1020 m di altitudine circondato da rocce di rilevante interesse geologico e foreste di faggi. Visitabile con permessi rilasciati dal Comune e dai bar locali.
Sentiero natura del Laghetto del Bocco (Mezzanego): presso il laghetto del Bocco è stato allestito un Sentiero Natura, attrezzato con pannelli illustrativi, cartelloni, panche e tavoli. Il percorso naturalistico, realizzato dal Parco dell’Aveto, prevede punti privilegiati per l’osservazione della flora delle zone umide d’altitudine. Il sentiero è accessibile ai disabili.
Vicino al laghetto è presente il Rifugio “A. Devoto” del Passo del Bocco, ai piedi della faggeta del Monte Zatta, lungo il tracciato dell’Alta Via dei Monti Liguri.
Sentiero Natura della Foresta del Monte Zatta (Mezzanego): a poche centinaia di metri dal Rifugio del passo del Bocco è presente una delle faggete più estese e rigogliose della Liguria. L’itinerario si sviluppa ad anello, con soste didattiche presso pannelli illustrativi.
Bosco Giardino (Mezzanego): Giardino botanico di recente realizzazione da parte del Parco dell’Aveto, in cui è possibile conoscere elementi floristici degli habitat tipici dell’Appennino Ligure e scoprire alcuni caratteri fitogeografici ed ecologici dell’area protetta.
Fonti: Parco dell’Aveto, Comune di Borzonasca, Comune di Mezzanego, Provincia di Genova Assessorato Turismo

DA ASSAGGIARE ED ACQUISTARE

Farina di castagna, Castagnaccio, Baciocca (torta salata a base di patate quarantine), Prebugiùn (piatto unico del contadino a base di patate e cavolo nero), Ruette (rotelle di Borzonasca, biscotti di pasta frolla realizzati con l’antico stampo, ancora in dotazione), Nocciole, Salumi, Caprini, Miele, Olive, Micotti (panetti dorati di farina di granturco), Focaccine di Mais (fugazzette de mega)

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